COVID19 – Rette scolastiche e asili come comportarsi

covid rette scolastiche asili
Con il COVID-19 la situazione scolastica italiana ha subito delle pesanti restrizioni e modifiche che hanno fatto sorgere una domanda: come bisogna comportarsi con la tassa per l'istruzione?

Ecco tutte le risposte che fanno al caso proprio e che consentono di capire meglio quali conseguenze comporta la pandemia in Italia.

La retta scolastica e le Università

I soggetti che si sono maggiormente attivati per capire come comportarsi con le spese scolastiche sono gli studenti universitari, i quali devono pagare le tasse per proseguire con il loro percorso di studi.
Il Governo, mediante la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ha voluto spiegare che le università italiane hanno la facoltà di erogare il servizio munendosi di strumenti telematici grazie ai quali è possibile offrire tale bonus.
Pertanto tutte le università che permettono agli studenti di seguire le svariate lezioni, comportano il pagamento della retta scolastica, poiché il servizio, seppur a distanza, viene comunque erogato.

La retta scolastica e le scuole private

Un altro argomento che ha suscitato l’attenzione di coloro che devono pagare la retta scolastica riguarda la scuola privata.
In questa circostanza le parole della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, espresse in data 25 marzo 2020, sono state abbastanza chiare ma hanno creato una polemica con i vari istituti scolastici.
La parlamentare, infatti, ha sostenuto che il Governo disciplina solo ed esclusivamente le scuole pubbliche e che non ha alcun potere legislativo per quanto concerne gli istituti privati che, di fatto, vengono inquadrati come aziende private.

Ciò ha portato la popolazione italiana a fare i conti con una situazione particolare poiché molte scuole private, sia elementari che istituti tecnici, sono rimaste aperte malgrado la proclamazione della pandemia mentre, altre, hanno deciso di chiudere e alcune di esse hanno proposto un servizio telematico per l’erogazione del servizio.
In questo caso la soluzione che molte famiglie hanno adottato è stata quella di contattare gli studi legali per avere una delucidazione in merito alla situazione che si è venuta a creare.

La problematica della retta scolastica delle scuole private può essere affrontata, almeno parzialmente, come quella delle università: gli istituti che sono rimasti aperti o che hanno offerto un servizio a distanza necessitano del pagamento dei vari costi proposti dalle scuole.
Qualora il servizio sia stato interrotto e gli studenti non abbiano potuto seguire le lezioni, sia dal vivo che mediante servizi telematici, la retta scolastica non deve essere pagata.

La situazione delle scuole pubbliche

Maggiormente complicata è, invece, la situazione che vede protagoniste le scuole pubbliche, specialmente quelle per la prima infanzia provviste di servizio mensa e doposcuola.
Come nel caso degli istituti privati, alcune di queste strutture sono rimaste aperte mentre altre hanno deciso di sospendere momentaneamente il proprio servizio, comportando un’ulteriore situazione complessa.
I genitori che lavorano hanno dovuto sostenere i costi per assumere una babysitter che badasse al loro figlio o andare alla ricerca di soluzioni d’emergenza per evitare che la chiusura delle scuole potesse gravare sugli impegni lavorativi.
La situazione del Covid-19 è paragonabile a quella espressa dall’articolo 1256, comma 2 c.c, che esplica che il mancato insegnamento frontale, ovvero quello che avviene presso gli istituti, non impedisce alle scuole di adottare dei sistemi che permettano l’erogazione del servizio a distanza.
Purtroppo seppur molte scuole pubbliche abbiano provato a rimanere aperte, l’attivazione dei servizi a distanza ha generato svariate difficoltà.
La mancanza di una strumentazione adeguata, l’assenza di conoscenze tecniche e informatiche nonché l’improvviso peggioramento della condizione generale in Italia hanno fatto in modo che gli istituti si trovassero a dover fare i conti con una situazione incredibilmente complessa.
Nel contempo la retta scolastica è stata richiesta da parte delle stesse scuole e ciò ha gravato ulteriormente sulle finanze delle famiglie, che si sono trovate a dover sostenere il costo di un servizio che non hanno potuto sfruttare.

Per questo la soluzione adeguata consiste semplicemente nel richiedere una consulenza dettagliata agli avvocati, scelta che molte famiglie hanno adottato in quanto le controversie in merito al comportamento da adottare sono state parecchie.
La retta scolastica per la scuola pubblica rappresenta, in questo periodo, un problema ingombrante e da non sottovalutare e molte famiglie hanno sostenuto di essere in rotta di collisione con i presidi e dirigenti vari delle svariate scuole.
Come nel caso delle scuole private e delle università, le famiglie italiane hanno pagato la tassa scolastica solamente se l’istituto ha offerto loro i diversi servizi mentre, nella situazione opposta, non hanno effettuato il versamento della rata.

Ti è piaciuto? Condividi questo articolo.

Lascia un commento

AvvoItalia

Crea in pochi minuti una pagina interamente dedicata alla tua attività ed al tuo Studio Legale, scopri come raggiungere nuovi clienti e costruire la tua reputazione online.

Scopri di più >

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter di AvvoItalia per ricevere news, articoli interessanti e informazioni utili in ambito legale.

Articoli recenti

Seguici su Facebook